giovedì, ottobre 07, 2004

Già al quarto giorno di università.
Oggi ho lezione al pomeriggio il che mi dà la possibilità di trascorrere la mattina con la calcolatrice in mano per riuscire a comprendere quanto mi toccherà dilapidare in libri universitari anche quest'anno. Che poi voglio dire, fossero libri che almeno una volta dato l'esame puoi riciclare, magari rifilare a qualcuno per il suo compleanno...ma in fondo credo che a nessuno farebbe veramente piacere ricevere un volume di 350 pagine sul Medioevo.
Di fotocopiarli non se parla e per due principali motivi.
Numero uno: con questa storia delle tasse per i diritti di autore, la differenza di prezzo è tra un volume originale e una mazzetta di fotocopia si riduce a pochi spicci. Nessuno le fa più a sgamo e stavo giusto pensando di impiantare un'attività di fotocopie clandestine nell'aula caffè dell'università. (magari costruendo un passaggio dietro le macchinette, sarebbe fichissimo!!!)
Numero due: la ragazza della copisteria è famosa per il suo entusiasmo e la sua affabilità tali che a confronto il Puffo Brontolone era il Claudio Bisio de noartri.
Ogni volta che ho messo piede in quell'antro di giovialità ho sempre incrociato studenti che uscivano con espressioni corrucciate, alcuni insultando pesantemente la suddetta e minacciando di metterle a ferro e fuoco il negozio, altri invece con la coda tra le gambe dopo essere stati sottoposti a un tour de force di umiliazioni magari solo per fotocopiarsi la carta di identità. Ricordo con piacere quella volta che appena entrata mi chiese bruscamente -Cosa vuoi?- e io fui fortemente tentata di risponderle -Un pollo fritto, grazie. E se hai un po' di salsa è anche meglio- Ma ci rinunciai solo perchè avevo un dannato bisogno di quelle dispense di metafisica e non potevo fare altrimenti.
Oggi però che per grazia divina un'altra copisteria ha aperto sul viale non escludo l'ipotesi di recarmi a fare visita alla simpatica ragazza del pollo fritto e trascorrere un intero pomeriggio a prendere a calci tutte le sue preziose fotocopiatrici, scaricarle gli evidenziatori, stortare le puntine, scarabocchiare i quaderni, dare fuoco ai calendari, legarla a una sedia con del nastro adesivo e lasciarla lì nel suo negozio devastato in balia di tutti coloro che hanno dei conti in sospeso con lei.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

bella la scena finale. un po' pulp ma decisemante simpatica.
fly

quel che sapeva frà ha detto...

In effetti ogni qualvolta mi girano le palle, attingo a piene mani dal patrimonio tarantiniano....quentin is quentin! ciao fly, che bello trovarti qui.

Anonimo ha detto...

da buon fan di vecchia data ti seguirei ovunque :-P
solo che ultimamente il tempo per postare e commentare è veramente poco

fly