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sabato, luglio 19, 2008

Something in the way "he" moves



sabato, maggio 31, 2008

Wannabe

Mentre affronto con scarsa concentrazione il parallelismo tra l'eterno ritorno del Nietzsche e l'infinità positiva della cultura ontologico-ermeneutica mi sembra di sentire un leggerissimo russare alle mie spalle.

Mi volto e becco Giulio sdraiato sul pavimento in questa posizione.
Avete presente quando si dice "ah come vorrei essere un gatto per un giorno.."?
Ecco, appunto.

mercoledì, marzo 19, 2008

Umpf.

Parliamo un po' di me.

Perchè i blog sono creature autoreferenziali. 
E quando i blog languono pensosi mostrando per parecchi giorni di fila la solita vecchia paginetta intimista significa che i loro proprietari hanno difficoltà a fare riferimento alla loro egointeriorità.
Tutto questo per dire che nonostante il periodo sia pieno di inizi  (iniziata la primavera, iniziate le vacanze, iniziata al mondo dei mac, iniziata a un paio di jeans il cui prezzo mi fa sentire in colpa con il mondo intero) mi sento floscia come un calzino spaiato rimasto incollato per sbaglio al cestello della lavatrice.
Non sono nemmeno emozionata per l'avvicendarsi del mio compleanno. 
Di solito è una cosa che mi fa strippare dal primo di marzo. Invece niente, sono addirittura contrariata all'idea di organizzarmi una festa. Al momento vorrei un compleanno non festeggiato, a casa, in pigiama a guardare Pretty in pink o altre amenità anni '80.
Oggi ho dovuto cucinare. Per forza. 
Le alternative erano: 
a) rincoglionirsi con la peggio monnezza televisiva della programmazione pomeridiana;

b) ricominciare a ripassare plotino accorgendomi con sconforto che molta parte dei miei studi triennali sono stati completamente azzerati. In compenso al trivial azzecco sempre la risposta al quesito "come si chiamava il cane della famosa pubblicità infostrada?";

c) studiare filosofia medievale;

d) cucinare e scacciare lo spleen con qualcosa che una volta prodotta dia davvero soddisfazione.

Così ho scelto la busta d e ho iniziato a imprecare contro il robot da cucina, prestato da mia nonna, che per chiudersi necessita una serie di mosse e mossette di coperchio che neanche il cubo di rubik. 
Giulio felino mi guardava mollemente disteso sulla credenza mentre cantavo Fever impugnando una carota a mò di microfono e tenendo il tempo con un gambo di sedano. 
Sto vivendo una crisi di mezza età, la settimana scorsa uscendo da blockbuster un ragazzino mi ha detto "SCUSI le è caduto lo scontrino". 
Scusi a me, che faccio solo 25 anni tra pochi giorni. 
Per poco non si rimediava un calcio nei maroni. 
Ho il dubbio di stare diventando adulta. 
Che significa sotto molti aspetti esplicitare la vecchietudine che si è sempre celata in me. 
A sette anni ero una formidabile giocatrice di carte, gran partitoni con mio nonno che mi insegnava i trucchi del mestiere (ma non tutti altrimenti poi rischiavo di vincere). 
Annusavo il tabacco profumato nelle ampolle della tabaccheria dell'altro nonno, ascoltavo i discorsi sul tempo e sui vicini di casa, mi piaceva passeggiare per il viale camminando piano. Oggi a (quasi) 25 anni mi piace la buona tavola e il buon vino, leggere libri con una coperta sulle ginocchia, coccolare il mio gatto lamentandomi del maldischiena, passeggiare per il viale veloce (perchè di tempo ormai non ce n'è più), ripensare a quando all'asilo giocavamo ai power rangers buttandoci giù dallo scalone dell'ingresso. 
Quelle primavere infinite che si trasformavano presto nell'estate ed era tutto un colare di ghiaccioli, un tuffo in piscina, un giretto in bici fischiettando con le amiche, i primi batticuori per tizi che non ti filavano assolutamente, anzi traslocavano ad agosto e quando tornavi dalle vacanze ti ritrovavi di fronte a un citofono con un cognome diverso dal solito e non capivi perché. 
Vecchia anche in questo. 
Nel tentativo di ricordare sempre tutto in ogni minimo particolare. 
Come se quello che sono oggi fosse molto meno sicuro di quello che ero ieri.
Alla fine Giulio si sposta dalla credenza e viene a miagolarmi in mezzo ai piedi perché vorrebbe un pezzo di Giovanni Damasceno, la mia torta di carote: alta, profumata e di un arancione lisergico che finisce per migliorare il mio umore.
Del resto con un gatto bianco e rosso con la pancia pelosa, una torta carotibile e un portatile nuovo di pacca non è poi così male essere se stessi.


domenica, marzo 09, 2008

due righe proprio due

Due righe giusto per dire che sono ancora viva più o meno, e sprofondata nel solito studio più o meno.
Cose più di questi giorni: concerto Roy Paci (non conoscevo una canzone una ma ho ballato in modo matto e disperatissimo e temo anche imbarazzante), ho mangiato da Burger King (e adesso per un anno avrò ben stampato nella mente perchè non mangio mai da Burger King, non vi dico gli incubi notturni, una roba davvero paiura), il pelo morbidissimo del mio felino che crescendo sta diventano un po' meno pantera in cattività e un po' più adorabile gatto da distendersi sui piedi a mò di coperta.

Cose meno: tempo libero fragile e inesistente, la primavera che fa le finte e poi torna l'inverno, domani che è lunedì, Burger King, mi sono dimenticata di fare l'abbonamento e domani mi tocca sorbirmi la solita coda slow-motion, la mia maglietta marrone preferita schizzata di candeggina bastarda.

Sì mi rendo conto, non fregava niente a nessuno, però già che 'azzeggiavo sul web ho pensato di scrivere due righe.
Che dite concludo in modo banale? Massì.

Buona settimana a tutti, a voi studio.

martedì, novembre 06, 2007

Grandi pulizie

Premetto che non è il mio gatto, ma vorrei tanto che un giorno lo fosse...

lunedì, settembre 03, 2007

Talk to me

Credo che il mio gatto mi capisca.
Nel senso di "ascoltare/comprendere/elaborare".
Non prendetemi per pazza nè per gattofila di vecchia data, il mio gatto ce l'ho da un paio di settimane appena. Certo adesso mi sembra impossibile ricordare come fosse la mia stanza prima che la sua faccia spuntasse dalle tende. O che qualcuno si lisciasse la cosa sul mio cuscino.
Ci sono momenti in cui giuro che capisca tutto quello che gli sto dicendo.
E viceversa.
Ieri notte miagolava perchè non voleva che andassi a dormire e lo lasciassi solo.
-Giulio è un film orribile e c'è pure Sandra Bullock che tenta di fare la fattona e Sandra Bullock è cozza e la odio perchè ha fatto un film in cui Keanu Reeves la amava-
-Miao-
-Va bene, solo mezz'oretta ancora però, dopo me ne frego se miagoli, mezz'ora di Sandra Bullock e poi a nanna-
-Miao-
Poi giù a ronfarmi sul collo, perchè il maledetto si addormenta con tutto la felina pancia sopra la mia gola e quasi subito inizia a sognare e ad agitarmi le zampe davanti agli occhi.
Io parlo con il mio gatto e mica gli dico solo amorestellinatesorocucù, gli racconto come sto e cosa mi passa per la testa in questi lunghi noiosissimi pomeriggi di settembre.
Certo è piccolo e ogni tanto gli piace ficcarmi le unghie nel braccio senza motivo.
O forse lo fa per pareggiare i conti con i discorsi che gli propino.
Oggi ad esempio gli ho spiegato che quando qualcuno ti fa un regalo difficilmente è all'altezza delle tue aspettative, e questo settembre di ferie forzate sta scorrendo via con fatica incredibile e una certa buona dose di malinconia.
Giulio lo sa, glielo leggo nelle iridi verdissime che mi osservano silenziose.
Mi appoggia una zampa sulla faccia, fa le fusa e ci addormentiamo insieme sulla sigla di un telefilm tedesco.
Sto trascorrendo settembre sdraiata su un divano, ca***.

martedì, agosto 21, 2007

Il divo Giulio


Da qualche giorno mi gironzola per casa. E i miei, che sono riuscita a convincere solo dopo 24 anni, sono lì che si commuovono a vederlo mentre rosicchia con ferocia preziosi tendaggi e tappeti orientali.
Dicano quel che vogliono ma quando uno è bello bello gli si perdona (quasi) tutto.